November 24
mi sono accorta di quanto questo testo rispekki i miei pensieri..
Ho difeso le mie scelte io ho
creduto nelle attese io ho
saputo dire spesso di no
con te non ci riuscivo.
Ho indossato le catene io ho
i segni delle pene lo so
che non volendo ricorderò
quel pugno nello stomaco.
A novembre
la città si spense in un istante
tu dicevi basta e io rimanevo inerme
il tuo ego è stato sempre più forte
di ogni mia convinzione.
A novembre
la città si accende in un istante
il mio corpo non si veste più di voglie
e tu non sembri neanche più così forte
come ti credevo un anno fa
novembre.
Ho dato fiducia al buio ma ora sto
in piena luce e in bilico tra estranei
che mi contendono la voglia di rinascere
A novembre
la città si spense in un istante
tu dicevi basta e io rimasi inerme
il tuo ego è stato sempre più forte
di ogni mia convinzione.
A novembre
la città si accende in un istante
il mio corpo non si veste più di voglie
e tu non sembri neanche più così forte
come ti credevo un anno fa
novembre.
E tu parlavi senza dire niente
cercavo invano di addolcire quel retrogusto amaro
di una preannunciata fine.
che strano rileggersi tra queste righe..
November 16
2 giorni di festeggiamenti ininterrotti..
grazie a tutti i partecipanti, mi sono divertita tantissimo davvero!
_la §ocia ke mi cotona_
TVB**
November 07
" L'incontro avvenne in una notta gelida di plenilunio. La pattuglia, appostata in un angolo scuro di piazza Cinquecento, avvistò il Babau vagabondo che navigava placido a circa trenta metri d'altezza, simile a dirigibile giovanetto. Gli agenti, il mitra puntato, avanzarono.
Intorno non un'anima viva. Il breve crepitio delle raffiche si ripercosse, d'eco in eco, molto lontano. Fu una scena bizzarra. Lentamente il Babau si girò su sè stesso senza un sussulto e, zampe all'aria, calò fino a posarsi sulla neve. Dove giacque supino, immobile per sempre.
La luce della luna si rifletteva sul ventre enorme e teso, lucido come guttaperca.
Si disse che in cielo, mentre la creatura moriva, risplendesse non una luna, ma due.
Si racconto' che per tutta la citt' uccelli notturni e cani si lamentassero lungamente.
Si sparse la voce che molte donne, vecchie e bambine, ridestate da un oscuro richiamo, uscissero dalle case, inginocchiandosi e pregando intorno all'infelice.
Tutto ciò non è storicamente provato.
Di fatto, la luna proseguì senza scosse il suo viaggio prescritto dall'astronomia, le ore placidi, passarono regolarmente ad una ad una, e tutti i bambini del mondo continuarono a dormire senza immaginare che il loro buffo amico se n'era andato per sempre.
Era molto più delicato e tenero di quanto si credesse. Era fatto di quell'impalpabile sostanza che volgarmente si chiama favola o illusione: anche se vero.
Galoppa, fuggi, galoppa, superstite fantasia. Avido di sterminarti, il mondo civile ti incalza alle calcagna, mai più ti darà pace. "